lunedì 22 luglio 2013

La partecipazione e la trasparenza non abita a Bologna (anche in Provincia)

Il passaggio tra Comune di Bologna e la nuova Città Metropolitana, lascia inviarato il modo di governare del partito di maggioranza: si decide e dopo si comunicano le ragioni.

Se proprio a questi cittadini "attivi" interessa entrare nel processo decisionale, e far valere il loro diritto di sovranità fuori dalla delega di rappresentanza data al Sindaco,  allora si può benissimo spacciare un pò di propaganda come il massimo della trasparenza e della partecipazione.

Tutto questo, ricordiamolo, in una Regione che ha approvato una Legge specifica sulla partecipazione ma che gli amministratori locali faticano molto ad accettare.

I casi di questa "allergia", sono ormai tanti:
  • Comune di Bologna per il "finanziamento alla scuole paritarie private", in cui si rischia di non accettare nemmeno l'esito del referendum che ha visto perdere la linea di Sindaco e Giunta;
  • Comuni della Valsamoggia, in cui si è approvata la fusione dopo un referendum bocciato da due comunità su cinque e preceduto da un processo "scarso" di coinvolgimento della cittadinanza;
  • Comune di Granarolo, riguardo le modalità di approvazione del permesso a costruire del nuovo Centro Tecnico del Bologna FC (oggi fermo causa ricorso al TAR presentato da Comitati di cittadini);
  • Comune di San Giovanni in Persiceto, in cui si sta facendo di tutto - anche proponendo sondaggi telefonici di dubbi valore - pur di evitare un processo chiaro e trasparente di democrazia deliberativa per la realizzazione del progetto di nuovo Outlet.
 Domanda: ma ha senso perseverare su questa strada?

mercoledì 19 giugno 2013

Ho cambiato fornitore di energia elettrica!!!

Chi legge il titolo del post, si chiede (con tanto di accento romano che fa tendenza): "Macchissene!"

Ed infatti il mio obiettivo non è quello di raccontare "per forza" le mie scelte personali, ma quello di provare a condividere la soddisfazione di spiegare al contact center di Enel Energia, che mi contatta per capire "il motivo di questa scelta", che sì: ho deciso di cambiare fornitre soltanto perchè voglio utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili.
Dice, con voce stupita: "Quindi, solo per questo motivo, non per ragioni di tariffa?"
Ed io: "Sì, solo per questo"

L'offerta - a molti di voi forse nota - è quella di Trenta in convenzione con Retenergie.

Se vogliamo, possiamo... :)

PS Vi segnalo, visto che ci siamo, questo post e video pubblicato oggi da Transition Italia: buona visione (si fa per dire...)

lunedì 27 maggio 2013

La Scuola, come l'acqua: hanno vinto i beni comuni e la cittadinanza attiva

Al referendum sulla Scuola ubblica ha vinto la A: come sul referendum su acqua e nucleare, ha vinto la cittadinanza attiva. Matura, sovrana e partecipe delle scelte fondamentali.

Ha vinto ancora una volta la democrazia: partecipativa che ambisce a diventare deliberativa.
Contro la burocrazia del consenso e contro l'arroganza di chi pretende di decidere solo "per delega ricevuta": senza alcun confronto informato, aperto, inclusivo (come scritto qualche mese fa su questo blog).

Ed ora? Tutto come se niente fosse, nel governo della città - domani metropolitana - di Bologna?

No: credo che anche per SEL sia giunta l'ora di ripartire, uscendo dall'angolo della "politica debole" espressa in questi primi due anni di governo, per essere decisiva nelle scelte strategiche.

Il dato politico è pronto per essere colto: oggi, si riparte dai 50.000

martedì 21 maggio 2013

Referendum Scuola Pubblica: quelli che "'opzione C" e che "si poteva evitare la rissa"...

Mancano pochi giorni al 26 maggio, data in cui è fissato il referendun sulla Scuola Pubblica a Bologna.

Io, come noto (a chi mi conosce), voterò con convinzione A; le ragioni le affido a chi le ha espresse in modo chiaro ed esaustivo: Stefano Rodotà, collettivo Wu Ming e Mirco Pieralisi.

Per onore di cronaca, e per onore al lavoro svolto per il Coordinamento SEL Bologna, riporto anche chi - nelle ultime ore - sta proponendo le ragioni della "opzione C" e di chi si chiede "Perché argomenti che potrebbero essere risolti in condivisione e serenità devono sempre finire in rissa?".

Bene. Ad entrambe le, giuste, opinioni, voglio ricordare che oltre un anno fa SEL Bologna aveva proposto alla Giunta di promuovere un percorso partecipativo riguardo il "Modello di gestione dei servizi 0-6".
Percorso che, fnanziato dalla Legge Regionale sulla partecipazione, avrebbe portato ad una scelta informata, condivisa ed inclusiva.

Potete leggere di tale proposta in diversi punti di questo blog: qui, qui, e qui.

A quella proposta, la Giunta (tutta), rispose con un no fermo quanto immotivato; convita - ben prima delle larghe intese governative (già manifeste nel voto di approvazione del rinnovo della Convenzione alla paritarie private) - della bontà del metodo di governo per cui "prima si decide e poi si chiede un parere alla cittadinanza (e chi non concorda, resta fuori dal Palazzo)".

La proposta di governo nuovo, fatta di metodo decisionale deliberativo, SEL la propone da almeno due anni senza alcun tipo di ascolto: ma, per favore, non parlateci oggi di "opzione C", nè di fuga dalla maggioranza di governo.
A questo punto, le distanze di SEL dalle dichiarazioni del Sindaco e dal composito fronte di sostegno al "voto B" (PDL, Lega, ecc.), a me sembrano legittima difesa rispetto a metodi e valori non più condivisibili per una maggioranza che ha chiesto la fiducia agli elettori sotto il nome di "Centro-Sinistra"...

venerdì 26 aprile 2013

Comunità energetica a Corticella: cos'è e perchè vorremmo realizzarla

Il consumo e la spesa di energia da parte delle famiglie, sta diventando - tra i tanti - un problema sociale importante: i costi per la produzione di energia per riscaldamento si impennano e le famiglie non riescono a pagare la bolletta energetica.

Se nel Regno Unito questo tema prende il nome di "Fuel poverty", in Italia - tranne poche eccezioni - manca una presa di coscienza e, soprattutto, una risposta politica alla crisi energetica legata alla crescente povertà delle famiglie.

Difronte a tale scenario, il Quartiere Navile, insieme al Settore Ambiente del Comune di Bologna, sta lavorando da oltre un anno alla costruzione di un modello di "Comunità energetica": cioè all'alleanza di tutti gli attori di un territorio ben definito (cittadini, proprietari di immobili, operatori economici, ecc.) per investire nel risparmio ed efficienza energetica.

Oggetto di tale modello, che abbia caratteristiche replicabili in contesti edilizi e sociali della città, è il PEEP Corticella: un insediamento residenziale che vede la presenza di proprietà immobiliari private (circa 1000), pubbliche (Scuola elementare, Media e Materna, Centro Civico, Ambulatorio ASL, Biblioteca, ecc.), indvise (Coop Risanamento), oltre alla presenza di esercizi commerciali (punto vendita Coop Adriatica).

PEEP Corticella che, come avviene in altre realtà della città di Bologna (zona Fossolo e Barca), utilizza una Centrale Termica che serve gli edifici, tramite rete di teleriscaldamento, per la produzione e distribuzione di acqua calda per uso sanitario e termico.

A partire dall'analisi dell'attuale spreco di energia da parte degli edifici del PEEP (edifici "colabrodo" rispetto all'effecienza termica) e dall'analisi dello stile di consumo energetico delle famiglie residenti, la sfida è quella di costruire una proposta di Comunità energetica: cioè un progetto tecnico ed economico-finanziario che consenta ai cittadini di condividere un percorso di risparmio ed efficienza energetica. Un percorso che puntando su efficienza energetica ed uso di fonti rinnovabili, produca risparmio economico in grado di finanziare tutti gli interventi struttuturali necessari. Innescando un circolo virtuoso che alla crescita del risparmio faccia crescere l'investimento in interventi che aumentino l'efficienza energetica e, quindi, il risparmio.
Non rivolgendo, quindi, al mercato la realizazione di interventi in formula ESCO  ma facendo in modo che la Comunità locale dei cittadini diventi ESCO: gestendo in proprio, in forma cooperativa, tutto il risparmio in efficienza energetica, senza lasciarlo al mercato finanziario del credito.

Lunedì 29, il Quartiere Navile - nell'ambito del PAES del Comune di Bologna - presenta i risultati della prima fase di questo percorso, alla presenza dell'Assessore Gabellini e di diversi interlocutori scientifici, esperti del tema.

Siete tutti invitati e, come sempre, vi terrò aggiornati!

martedì 16 aprile 2013

“Rifiuti e spreco zero nelle scuole del Navile”: parte la fase 2!

In giorni in cui il M5S lancia in città l'iniziativa sul tema "Rifiuti zero", segnalo che al Quartiere Navile siamo già partiti da alcuni mesi e siamo già alla seconda fase del progetto da me promosso, che coinvolge:
  • 10 plessi di nidi comunali, con 446 iscritti;
  • 16 plessi di scuola dell'infanzia con 1195 iscritti;
  • 15 plessi di scuola dell'obbligo fra primarie e medie con 3265 iscritti.

Realizzare gli obiettivi della strategia "Rifiuti zero" in tutti i plessi scolastici degli Istituti Comprensivi del quartiere Navile; fare in modo, cioè, che siano rimossi tutti gli ostacoli organizzativi e strutturali che impediscono la gestione completa e corretta della differenziazione, del riuso e del non spreco di tutte le frazioni di rifiuto che si generano nell'arco della vita scolastica.

Questo l’obiettivo del progetto “Rifiuti e spreco zero nelle scuole del Navile”; iniziativa promossa da Quartiere Navile – Commissione Scuola, Ambiente ed Innovazione, con la collaborazione del Comune di Bologna, degli Istituti Comprensivi del territorio e di tutti gli attori coinvolti nella gestione del “bene rifiuto” all’interno della vita scolastica, per migliorarne:
  • la raccolta: Hera (raccolta rifiuti), Seribo (gestione mensa), Manutencoop (gestione pulizie);
  • il recupero: Last Minute Market (alimenti), RaccattaRAEE (materiale informatico)
Dopo aver analizzato con tutti gli istituti scolastici il tema della gestione dei rifiuti all’interno della vita scolastica, evidenziando luci ed ombre del rapporto tra raccolta e riciclo, il Quartiere Navile ha proposto e fatto sottoscrivere un Protocollo di Intesa che impegna tutti i soggetti suddetti a realizzare gli obiettivi del progetto.

Dal mese di Novembre 2012 ha preso avvio il progetto presso tutti i plessi scolastici del Quartiere Navile:
  1. sono stati distribuiti da parte di Hera i contenitori per la raccolta differenziata: in ogni classe (carta, plastica), nelle mense (organico e plastica) e in segreteria (pile, toner);
  2.  sono state definite con Manutencoop le modalità organizzative perchè il servizio di pulizia conservi la raccolta differenziata “dall’aula al cassonetto”;
  3. sono state definite con Seribo le modalità organizzative per procedere alla raccolta e conferimento nei contenitori specifici dei rifiuti organici (pasto parzialmente consumato) e di plastica (stoviglie).
Da Gennaio 2013, poi, si sta procedendo con la seconda fase del progetto che prevede:
  •  l’avvio dell’analisi dei rifiuti elettronici ed informatici, per procedere alla loro rigenerazione – anche mediante l’utilizzo di software operativo “open source”, e/o al conferimento degli stessi nelle stazioni ecologiche attrezzate;
  •  il recupero e distribuzione ad associazioni di volontariato dei pasti freddi e – dove possibile – caldi, non consumati dal servizio mensa;
  • la misurazione della quantità di materiale differenziato e recuperato all’interno del progetto, con particolare attenzione alla misurazione della frazione di rifiuto organico generata dal servizio mensa (spreco alimentare);
Il progetto, inoltre, prevede incontri di monitoraggio e controllo dell’andamento complessivo del progetto per la rimozione dei problemi operativi che dovessero ostacolare la piena implementazione.

Insomma: a costo zero, questi sono i primi risultati del progetto e, tra qualche settimana, vi comunicherò il valore della quantità del materiale recuperato.

Circa il valore dell'impatto civico ed educativo del progetto, nei confronti dei 5655 studenti coinvolti (dal nido alle medie), lascio valutare a voi...

A presto!